L’aquila di Eatonton

Nello stato americano della Georgia, nel capoluogo della contea di Putnam, ad Eatonton si trova il Parco Storico Nazionale delle Colline Ocmulgee, dove oggi è possibile visitare i resti di un antico insediamento indiano americano. Al suo interno si trova un complesso di rocce e pietre delle dimensioni di quasi 5 metri per 6, realizzato da frammenti di quarzo bianco, disposti a forma di aquila gigante. 🦅

L’arte dei cumuli collinari di cui fa parte, rappresenta, oggi, una finestra sulla cultura e società indiana dell’epoca.

In copertina, foto CC by 4.0 di Kea Mowat su Unsplash.

L’Aquila di Eatonton e il suo importante patrimonio culturale

L’aquila di Eatonton è una effige la cui origine non è ben identificata nella storia. Secondo le teorie più accreditate dagli archeologi che si occupano delle tribù che hanno abitato quelle terre, potrebbe addirittura risalire a due millenni fa. Nell’area in cui si trova – ad est del fiume Mississippi – inoltre, ha anche una sorella, un tumulo di pietre che raffigura un’aquila più piccola o un falco. Questo tipo di arte sciamanica si ricollega ai famosi mounds, terra formazioni artificiali create dall’uomo, tipiche di alcune delle tribù indiane d’America nelle cui decorazioni e si ritrovano spesso uomini-falco, serpenti alati e orsi.

Aquila di Eatonton vista dall'alto.
L’aquila di Eatonton vista dall’alto. 📷 Credit: https://www.oldschoolhistorymuseum.org

L’arte delle mounds americane è unica nel suo genere e rappresenta un importante patrimonio culturale e storico per la regione e per il mondo intero. Oggi, sono protetti dallo Stato e dal governo federale all’interno di parchi dedicati aperti al pubblico per la visita e l’interpretazione.

Le mounds vennero costruite nei pressi di antichi insediamenti indiani. Le ragioni sono molteplici, e riguardano: la sepoltura dei defunti, il riconoscimento del potere e la celebrazione delle cerimonie religiose, come luoghi per il commercio, la cultura e le attività politiche. A testimonianza delle funzioni cerimoniali, è possibile ritrovare numerose incisioni effettuate sulle rocce che compongono l’Aquila.

Lo sciamanesimo degli indiani d’America

Lo sciamanesimo è una tradizione spirituale che risale a molte culture indigene delle Americhe. Si tratta di una pratica spirituale basata sulla convinzione che il mondo sia popolato da spiriti e che gli sciamani siano in grado di comunicare con questi spiriti per guarire, prevedere il futuro e influire sugli eventi naturali.

Gli sciamani erano considerati guaritori spirituali e consiglieri, e il loro potere era ottenuto attraverso esperienze estatiche, come la trance, che li mettevano in contatto con gli spiriti. Durante queste trance, gli sciamani potevano viaggiare in un mondo spirituale dove potevano incontrare gli spiriti e ricevere informazioni e guarigioni.

I nativi americani delle zone dei Mississippi

Due sono le tribù indigene che avrebbero potuto realizzare l’Aquila di Eatonton: gli indiani Cherokee e gli indiani Creek. Entrambe fanno parte delle cinque tribù civilizzate: cinque gruppi di nativi americani che si sono trovati ad essere in buoni rapporti con i primi coloni invasori, adottandone anche diversi usi e costumi. Ne fanno parte: i Cherokee, i Chicksaw, i Creek , gli Choctaw e i Seminole. Tutti, durante il periodo della corsa all’oro, vennero costretti dai colonizzatori ad una deportazione forzata, lontano dalle proprie terre natie.

Gli indiani Creek

I Creek – o Muskogee, come preferiscono essere identificati – sono originari dei territori della Georgia, del Tennesse e dell’Alabama. A seguito dell’invasione da parte dei coloni inglesi, gli indiani Creek si divisero in due fazioni: una più moderata e disposta a collaborare e cedere territori ai nuovi arrivati, l’altra decisamente più radicale. Di quest’ultima ricordiamo bene i Red Sticks, il cui nome nome deriva dai loro scudi di guerra dipinti di rosso, che venivano usati durante le battaglie. I Red Sticks si si opponevano alle rivalse territoriali dei coloni e si opposero con forza e tenacia all’invasione, arrivando spesso allo sterminio anche dei membri della propria tribù che patteggiavano col nemico. Oggi vivono soprattutto in Oklahoma, Alabama, Georgia e Florida.

Gli indiani Cherokee

Sono tribù originarie delle pianure a sud-est del continente americano, nelle attuali Georgia, Tennesse, Alabama, Virginia e Carolina. Forse una delle tribù più conosciute, attorno al 1830 furono costretti dai coloni invasori ad abbandonare le terre natie per dirigersi verso lo stato attuale dell’Okhlaoma.

La marcia forzata dei Cherokee durò circa quattro mesi e fu uno dei peggiori episodi di espulsione forzata di popolazioni indigene dalle loro terre negli Stati Uniti. Migliaia di Cherokee morirono a causa di malattie, fame e stenti durante il viaggio, che divenne noto come il Sentiero delle Lacrime. Al Sentiero delle Lacrime è associato il fiore nazionale della Georgia.

Rosa laevigata, oggi fiore nazionale della Georgia. Dai petali bianchi come le lacrime pure di una madre che vede morire i propri figli e dal cuore giallo, come l’oro che i coloni hanno avidamente sottratto alle tribù native, causandone lo sterminio.

Secondo una leggenda, queste rose bianche selvatiche sbocciarono lungo il sentiero percorso durante il faticoso esilio. Gli indiani Cherokee marciavano a piedi nudi, al freddo, in preda a malattie portate dai coloni, senza ne cibo ne acqua. Queste rose bianche da cinque petali (cinque come le tribù civilizzate di quei territori) sarebbero sbocciate laddove la vita abbandonava i deportati e cadevano le lacrime delle madri.

Oggi, molti Nativi Americani stanno cercando di recuperare le loro tradizioni spirituali e molte comunità hanno riscoperto e ripreso lo sciamanesimo. Tuttavia, questa tradizione spirituale è ancora soggetta a molte sfide, tra cui la scarsa comprensione e la stigmatizzazione da parte della società dominante.

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