L’equinozio della felicità

Quest’anno l’equinozio di primavera per l’emisfero boreale ha coinciso con la giornata mondiale della felicità, stabilita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il giorno 20 marzo a partire dal 2013. Il primo giorno di primavera incarna il concetto di rinascita e speranza verso il futuro, un concetto astratto, una sensazione, al pari della felicità che in questo giorno viene celebrata perché la nostra società riconosce..

.. che la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità.

Come ogni anno viene redatto il World Happiness Report. Si tratta di un rapporto che viene pubblicato dalle Nazioni Unite e che valuta il livello di felicità dei paesi del mondo. Il rapporto viene redatto da un gruppo di esperti di economia, psicologia e politica, che analizzano una serie di fattori che possono influenzare il benessere e la felicità delle persone.

In copertina: 📷 by OpenArt AI Image Generators

Il World Happiness Report 2023

E’ possibile leggere il report in forma integrale, cliccando sul seguente link: worldhappiness.report.


Il report si basa su dati raccolti nei tre anni precedenti 2020-2021-2022 che, come ben sappiamo, sono stati plasmati dall’insorgere della pandemia Sars-Cov2. I livelli di felicità globale vengono misurati stilando una classifica dei Paesi in cui si vive meglio. La classifica si elabora tenendo in considerazione sei fattori chiave, possiamo definirli standard, e un fattore più peculiare, di carattere distopico. Quest’ultimo si riferisce alla percezione di una situazione futura negativa o minacciosa. I paesi considerati sono 137. Alcuni paesi, come la Corea del Nord e lo Yemen, non sono stati inclusi per mancanza di dati.

La classifica dei paesi più felici del triennio 2020-2022

world happiness report classifica
Classifica dei paesi considerati nel report, in funzione dei livelli di felicità percepiti dai cittadini. La scala va da 0 a 10, con il massimo toccato dalla Finlandia a 7.804. La media si attesta a 5.54, tranne qualche eccezione i paesi occidentali hanno tutti valori superiori.

Gli indicatori su cui si fonda la classifica

Il World Happiness Report utilizza una combinazione di indicatori oggettivi e soggettivi per stilare la classifica dei paesi felici. Il punteggio totale di ogni paese spazia da 0 a 10, con il massimo raggiunto dalla Finlandia per 6 anni di fila. Gli indicatori soggettivi si basano su sondaggi sulle percezioni delle persone riguardo il loro benessere, mentre gli indicatori oggettivi si basano su fattori come reddito, supporto sociale e aspettativa di vita.

Gli indicatori considerati sono:

  1. Prodotto interno lordo (PIL) pro capite
  2. Supporto sociale. Si riferisce al sostegno ricevuto dalle persone con sui si è a contatto e non a delle vere e proprie politiche sociali.
  3. Aspettativa di vita in buona salute
  4. Libertà di compiere le proprie scelte di vita
  5. Generosità. Questo indicatore si riferisce alla volontà delle persone di donare tempo o denaro a cause benefiche. Viene incluso sotto l’assunto che gli atti di generosità possano avere un impatto positivo sia sul donatore che sul ricevente, portando a livelli aumentati di felicità e benessere.
  6. Percezione della corruzione interna

Oltre a questi sei indicatori principali, il rapporto include anche una serie di altre misure che contribuiscono alla felicità, come le connessioni sociali, la libertà personale e l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria. Questi indicatori si basano su dati provenienti da fonti come il Gallup World Poll (GWP), la World Health Organization e la World Bank.

Italia al 33 posto

L’Italia si è classificata al 33° posto su 137 paesi analizzati. Il punteggio totale dell’Italia è stato di 6.405, superiore alla media globale di 5.54 ma inferiore rispetto ad alcuni altri paesi europei. Nonostante l’Italia abbia ottenuto punteggi elevati in diverse categorie, come la salute, l’istruzione, la sicurezza e la qualità ambientale, ci sono molti aspetti che l’hanno invece penalizzata.

Tra gli elementi che penalizzano l’Italia troviamo: un alto tasso di disoccupazione e un aumento del debito pubblico, una cultura del lavoro molto impegnativa ma non adeguatamente retribuita, corruzione e inefficienza nei servizi pubblici e infine una forte percezione di corruzione interna e di assenza di giustizia sociale.

E’ importante notare anche come la percezione positiva dei punti di forza sopra elencati tenda scemare nel tempo.

Le conclusioni del report

  • La Finlandia si piazza nuovamente al primo posto
  • Il Nord Europa, in generale, è sempre in cima alla classifica. Questo potrebbe essere attribuito alla loro forte economia, al loro sistema di welfare ben sviluppato e alla loro cultura che mette in primo piano la felicità e il benessere dei propri cittadini
  • I paesi in conflitto o in difficoltà economica hanno punteggi di felicità più bassi. Questo è comprensibile, i cittadini che vivono in queste situazioni spesso hanno difficoltà ad accedere ai servizi di base e affrontano maggiori difficoltà quotidiane
  • La pandemia ha avuto un notevole impatto sulla salute mentale dei cittadini. Gli stati che ne hanno risentito maggiormente sono quelli con un supporto sociale inadeguato e una forte disuguaglianza fra le diverse classi sociali
  • La sfiducia nel governo cosi come la percezione di corruzione interna, accentuata dal periodo di crisi sanitaria, ha giocato un ruolo chiave nel declino di stati quali l’Italia che si piazza ben 18 posizioni dopo gli Stati Uniti

La falsa narrazione dietro grafici e tabelle

Ogni volta che dei dati vengono presentati su quotidiani, siti web o qualsiasi altra fonte, vanno letti e interpretati in modo critico perché nella stragrande maggioranza dei casi saranno manipolatori. Questo riguarda soprattutto dati di natura socio-economica.

Gli inganni nelle statistiche così tanto promulgate sono molteplici. Stanno nei grafici che usano scale non uniformi, nella presentazione di dati assoluti e non relativi, in campioni non rappresentativi e poco numerosi della popolazione. Stanno nella mancanza di un contesto e nell’assenza di descrizione di come sono stati ottenuti cosicché non siano riproducibili.

Anche in questo caso è importante riconoscere che ci possono essere limitazioni nei dati e nelle metodologie utilizzate per produrre il rapporto. In particolare, come sottolineato nella dichiarazione, il campione di intervistati utilizzato nel rapporto può essere estremamente riduttivo e poco rappresentativo della popolazione del paese. Si legge che sono state effettuate interviste su un campione di circa 1000 persone per ogni paese per un totale globale di più di 100.000 intervistati. Il campione, non lo sappiamo, potrebbe essere stato selezionato solo in alcune parti della città o in alcune fasce orarie, sporcandone così la veridicità.


In generale per valutare in modo critico i risultati e le conclusioni che vengono tratte in questo genere di rapporti, un testo molto utile potrebbe essere Mentire con le statistiche di Darrell Huff. Si tratta di un testo pubblicato per la prima volta nel 1954 che ha avuto fin da subito un grande successo, ed è tutt’ora considerato un classico nel campo della comunicazione efficace.

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