Il 1969 segnò un punto di svolta epocale nella storia dell’umanità, poiché un incredibile traguardo divenne realtà: l’umanità mise piede sulla Luna per la prima volta. L’eccezionale missione spaziale, una combinazione di scienza, coraggio e audacia tecnologica, è stata il culmine di decenni di sforzi, ricerca e sviluppo nell’esplorazione spaziale. A 54 anni dal primo allunaggio celebriamo l’anniversario di questo grande evento. 🌕
In copertina: 📷 by History in HD su Unsplash
Apollo 11: la storica impresa
L’idea di inviare un uomo sulla Luna era stata in cima all’agenda degli Stati Uniti sin dalla fine degli anni ’50, alimentata dalla corsa allo spazio con l’Unione Sovietica. Tuttavia, fu solo con il presidente John F. Kennedy che il sogno divenne una missione nazionale ufficiale. Nel 1961, Kennedy annunciò con fervore: “Entro la fine del decennio, metteremo un uomo sulla Luna e lo riporteremo sano e salvo sulla Terra“.
L’ascesa dell’Apollo 11 iniziò il 16 luglio 1969, con il lancio della navicella spaziale Saturn V dal Kennedy Space Center in Florida. A bordo c’erano Neil Armstrong, comandante della missione, Buzz Aldrin, pilota del modulo lunare, e Michael Collins, pilota del modulo di comando.
L’Allunaggio e il Primo Passo Umano sulla Luna
Dopo quattro giorni di viaggio, l’Apollo 11 entrò nell’orbita lunare. Il 20 luglio 1969, con il cuore in gola, il modulo lunare Eagle si separò dal modulo di comando Columbia e iniziò la discesa verso la superficie della Luna. Armstrong e Aldrin erano a bordo, mentre Collins rimase in orbita ad attendere il loro ritorno.
Durante la discesa, Armstrong dovette prendere il controllo manuale e guidare il modulo oltre un campo di grossi massi perché il sito dio atterraggio era più roccioso del previsto. “Houston, il controllo è nostro” disse con calma, a 30 metri dalla superficie e con il combustibile in esaurimento. La gravità lunare, essendo solo un sesto di quella terrestre, richiedeva una tecnica di atterraggio molto precisa per evitare danni al modulo lunare. Poi, finalmente, l’Eagle atterrò senza problemi: “Houston, il modulo lunare è atterrato“.
Con l’Apollo 11 finalmente sulla Luna, Neil Armstrong si preparò per il suo momento storico. Scendendo dalla scala del modulo lunare, pronunciò le famose parole capaci di catturare l’essenza di quella grande impresa:
Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità
I Dettagli Tecnici dell’Allunaggio
L’allunaggio dell’Apollo 11 avvenne nel Mare Tranquillitatis, una vasta pianura basaltica sulla Luna. Una volta toccata la superficie lunare, Armstrong e Aldrin condussero un’ampia gamma di attività.
La permanenza sulla Luna durò circa 21 ore e 36 minuti. Durante questo periodo, Armstrong e Aldrin compirono una storica passeggiata lunare che durò circa 2 ore e 31 minuti. Inoltre, vi furono sette sessioni di attività extraveicolare, durante le quali gli astronauti eseguirono vari compiti: la messa in posa della bandiera americana, il posizionamento di esperimenti scientifici e la raccolta di 21,5 kg di campioni di roccia e suolo lunare.
Il Ritorno Sulla Terra
Dopo aver completato il loro esplorazione sulla Luna, Armstrong e Aldrin risalirono nel modulo lunare e si riunirono con Michael Collins nell’orbita lunare. Il modulo di ascensione si separò dalla parte inferiore del modulo lunare, e i tre astronauti si riunirono nel modulo di comando per il viaggio di ritorno sulla Terra.
Il 24 luglio 1969, l’Apollo 11 raggiunse con successo l’atmosfera terrestre, dove il modulo di comando si separò dal modulo di servizio e atterrò nell’Oceano Pacifico, a circa 1.500 chilometri al largo delle coste delle Hawaii, per poi essere recuperato dalla USS Hornet.
L’Ingegneria dietro il viaggio spaziale
Il Saturn V è stato il primo razzo multistadio sviluppato per il programma Apollo 11 con l’obiettivo di portare gli uomini sulla Luna. Alto oltre 110 metri e pesante circa 3.000 tonnellate al lancio, il Saturn V era in grado di sostenere un viaggio di andata e ritorno ad oltre 384.000 km dalla Terra. Tra il 1967 e il 1973, furono effettuati in totale 13 lanci, tra cui voli di prova e le 6 missioni Apollo.
Sviluppato presso il Marshall Space Flight Center nel 1960, il razzo Saturn V fu l’ultimo e più impressionante membro della famiglia di veicoli da lancio Saturn. Questi razzi furono progettati dalle squadre guidate da Wernher von Braun, l’ingegnere tedesco che aveva svolto un ruolo chiave nello sviluppo del programma missilistico nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra, von Braun si unì alle forze statunitensi e, grazie al suo straordinario talento scientifico, divenne parte integrante della NASA, contribuendo in modo significativo al successo della conquista spaziale americana.
Le componentistiche del Saturn V
Essendo un razzo a stadi, la spinta che è in grado di fornire varia a seconda dello stadio di volo considerato. Nel primo stadio, quello che gli permette di staccarsi dalla Terra, arriva a fornire 34 milioni di Newton di spinta, consumando 13 tonnellate di propellente al secondo e raggiungendo la velocità di 8 450 km/h.
Il secondo stadio permette al razzo di inserirsi in orbita terrestre, raggiungendo una spinta di 5 milioni di Newton e velocità pari a 28 000 km/h. Il terzo stadio, invece, permette di raggiungere una velocità di 39 000 km/h in direzione lunare, per poi proseguire per inerzia.
La navicella di per se è composta da 3 moduli: il modulo di comando (CM), il modulo di servizio (SM) e il modulo lunare (LM). All’interno del modulo di comando si trovano gli astronauti, questo è l’unico modulo che rientrerà a terra. Il modulo di servizio contiene propellente, ossigeno, acqua, alimentazione elettrica e tutti i sistemi di comunicazione necessari. Il modulo lunare, ha la funzione di discesa e risalita dalla superficie lunare.
Una curiosità affascinante riguarda i computer di bordo utilizzati nell’Apollo 11. Pur avendo capacità di calcolo notevolmente inferiori rispetto a uno smartphone moderno, questi sofisticati sistemi rappresentavano un’autentico balzo in avanti per l’epoca. Erano in grado di elaborare costantemente dati e calcoli complessi in tempo reale, garantendo la precisione della traiettoria dell’Apollo 11. Alla guida della navicella c’era l’Apollo Guidance Computer, noto come AGC, un’impresa tecnologica sviluppata dal MIT e assemblata da Raytheon. Parallelamente, gli altri sistemi per la gestione del vettore, le comunicazioni e le complesse operazioni a Terra furono sviluppati da IBM.
L’esplorazione spaziale ha segnato numerosi traguardi significativi nel corso degli anni: il sondaggio del sistema solare attraverso le sonde Voyager, l’esplorazione del pianeta Marte col rover Curiosity, la costruzione dell’ISS, il lancio dei telewscopi spaziali Hubble e Jamess Webb, etc… Di quest’ultimo ne avevamo parlato qui La travagliata realizzazione del telescopio spaziale James Webb e qui Il James Webb come osservatore privilegiato dei cieli. Ad oggi, continua a rappresentare un’importante fonte di ispirazione e scoperta che ci spinge a esplorare ancora di più e a porci domande sempre più profonde sull’origine e il destino dell’universo.