
Il filtro polarizzatore oggi usato nella fotografia (analogica e digitale) e nella produzione di lenti da vista polarizzate è stato creato da Edwin Herbert Land, l’americano che detiene il maggior numero di brevetti dopo Edison. Egli sviluppò una prima versione, il Jsheet, nel 1929 che andò poi a rielaborare per sopperire alla carenza di chinino dovuta alla seconda guerra mondiale. Fu così che nel 1938 uscì il foglio polarizzante che tutti noi conosciamo e il cui nome all’anagrafe è Hsheet-PVa-I2. In quegli anni Land fondò la sua azienda: la Polaroid. Grazie alla sua invenzione brevettò la prima macchina fotografica istantanea nel 1948, poi commercializzata nel 1972: la SX-70. Ben presto la SX-70 divenne un vero e proprio oggetto di culto e desiderio di massa e il termine polaroid entrò nel linguaggio di tutti i giorni come sinonimo di macchina fotografica portatile dell’epoca.

Il polarizzatore di Land è un esempio di dicroismo artificiale, cioè quel fenomeno per cui alcuni materiali, per la loro conformazione geometrica, presentano una direzione privilegiata lungo la quale possono essere facilmente indotte delle correnti elettriche. Il filtro polaroid è ottenuto scaldando dei fogli di alcool polivinilico (PVA) un polimero termoplastico dotato di un’ottima trasparenza alla luce visibile, in grado di complessarsi con diverse molecole di bassa massa molecolare dando luogo a complessi molecolari che ne permettono interessanti proprietà ottiche. I fogli vengono stirati lungo una certa direzione di modo da allineare le catene di PVA e poi immersi in inchiostro contenente iodio (I2) che si attacca alle catene e le rende conduttrici a frequenze ottiche. Così facendo la luce polarizzata parallelamente alla catena viene assorbita, mentre quella polarizzata perpendicolarmente le passa attraverso.
Una sua evoluzione, il Ksheet è costituita da un film polimerico di catene di poliacetilene allineate mediante stiro uniassiale, il cui vantaggio sta nel fatto che non vengono dopate successivamente, per cui le proprietà polarizzanti sono in esso intrinseche (Il PAc è stato il primo composto organico a mostrare proprietà di conducibilità elettrica)
Il videogioco da cui è stata tratta l’immagine di copertina è Martha is dead sviluppato da LKA e pubblicato da Wired Productions.